«Saper fare, fare, far sapere». Tre passaggi, un’unica responsabilità. Per chi opera nel volontariato, la competenza è indispensabile e l’azione è il cuore della missione. Ma c’è un terzo elemento che oggi fa la differenza: la capacità di raccontare ciò che si realizza, di condividere esperienze, di dare voce a un impegno che produce valore per l’intera comunità.
Nel mondo della donazione, comunicare non è un esercizio di visibilità, ma un atto di responsabilità. Significa trasformare storie, esperienze e risultati in strumenti di sensibilizzazione; significa costruire fiducia, contrastare disinformazione e pregiudizi, avvicinare nuovi donatori e rafforzare la cultura del dono. Per associazioni come Avis, Croce Rossa, Admo, Aido e tutte le realtà impegnate nella promozione della donazione di sangue, organi e tessuti, la comunicazione è parte integrante della missione: non un’attività accessoria, ma una leva fondamentale per generare partecipazione e solidarietà.
È con questo spirito che, il 25 luglio, a Cesenatico si è svolto il corso di formazione e informazione dedicato alla promozione della donazione di sangue, organi e tessuti. Organizzata dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Cesena e ospitata dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Cesenatico,
la giornata ha visto il coinvolgimento di varie realtà impegnate sul fronte della donazione, fra cui naturalmente Avis Cesena.
Questo momento di confronto rafforza il rapporto di collaborazione che Avis, già da tempo, ha avviato con le altre associazioni del dono. Basti ricordare che solo poche settimane fa, in occasione della Giornata Mondiale del donatore di sangue, proprio con il Comitato CRI di Cesena abbiamo collaborato alla campagna nazionale CRI “Dona che ti torna”, portando nelle piazze e nei mercati del comprensorio cesenate un messaggio di grande valore sociale: da un lato, sensibilizzare alla donazione di sangue, midollo, organi e tessuti, dall’ altro promuovere l’impegno nel volontariato come autentica espressione di cittadinanza attiva.
Il corso di Cesenatico ha messo al centro dell’attenzione un concetto tanto semplice quanto decisivo: fare del bene è essenziale, ma saperlo raccontare significa moltiplicarne l’impatto, raggiungendo nuove persone e contribuendo a costruire una comunità sempre più consapevole del valore del dono.
Molti e qualificati gli interventi che si sono succeduti. A introdurre i lavori è stata la dottoressa Rosanna Carroccia, Consigliera Direttiva Regionale CRI Emilia Romagna e Referente Tecnico Regionale per la Donazione Sangue, Organi e Tessuti. Hanno poi portato il loro contributo il dottor Rino Biguzzi, direttore del Centro Regionale Sangue (CRS) dell’Emilia-Romagna e dell’Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Forlì-Cesena – Officina Trasfusionale Romagna e la dottoressa Erika Cordella, direttrice del Centro Regionale Trapianti (CRT) dell’Emilia-Romagna.
A seguire le testimonianze delle associazioni. Il Presidente Avis Comunale di Cesena Gualtiero Giunchi ha parlato di come opera Avis nel sistema della donazione di sangue; Beatrice Fiorini, responsabile dei progetti informativi e di sensibilizzazione della Fondazione Admo Emilia Romagna, ha illustrato il ruolo dell’associazione nella donazione di midollo osseo. Infine, Federico Corbara e Barbara Scarpellini, delegati Area Salute dei Comitati CRI di Cesena e Cesenatico, hanno raccontato la loro esperienza nell’ ambito della Campagna della Croce Rossa Italiana “Dona che ti Torna”.
L’incontro ha rappresentato un’occasione per riflettere insieme su linguaggi, strumenti e strategie capaci di raccontare con autenticità il valore del dono, affinché il bene fatto non rimanga invisibile, ma diventi un messaggio capace di ispirare nuove scelte di solidarietà.